Il primo episodio il 22 aprile scorso, quando il pattugliatore «Comandante Borsini» ha “messo in fuga” 5 barchini che parevano intenzionati ad abbordare il «Neverland», una petroliera di 239 metri col tricolore a poppa, della Finaval di Roma e diretta a Sikka in India.
Il secondo il 27 aprile, quando addirittura il rifornitore di squadra «Etna» ha impedito quella che lo Stato maggiore della Marina ha definito «un’ azione di avvicinamento» a un mercantile battente bandiera panamense da parte dei già noti barchini di pirati.
Il pattugliatore «Comandante Borsini»
E’ dunque “guerra” ai pirati nel golfo di Aden? La Marina Italiana sta cercando, pur con grandi difficoltà (leggi alla voce pochi scafi disponibili), di “mostrare bandiera” e svolgere un’efficace azione di deterrenza nei confronti dei sempre più pericolosi banditi del mare.
Si tratta di un tentativo senza dubbio aprezzabile per una nazione che vuole continuare ad essere “marittima”, con tutte le implicazioni storico-politiche che questa definizione inevitabilmente si porta dietro (rileggetevi il compianto Prof. Carlo Maria Santoro a questo proposito).
La Marina, tramite il suo ufficio stampa, ha però minimizzato la portata degli episodi (in particolare il primo). Secondo quanto riferito dal Tenente di Vascello Federico Mariani, addetto alla Pubblica Informazione della Marina militare, “il Borsini è impegnato in una attività di sorveglianza nel golfo di Aden e compie azioni di scorta e difesa del traffico marittimo di origine italiana. Durante la scorta alla Nevrland ci si è accorti di questi 5 barchini che puntavano verso la petroliera. Dal pattugliatore italiano si è immediatamente levato in volo un elicottero e si è cercato di contattare sul canale 16 le imbarcazioni sospette chiedendo informazioni sulla loro rotta e le loro intenzioni. Non avendo avuto risposta e visto che le imbarcazioni continuavano la loro manovra di avvicinamento alla Neverland, il pattugliatore ha stretto le distanze dalla petroliera mentre l’elicottero si è diretto sopra i 5 barchini che si sono allontanati”.

