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Voci categorizzate come ‘geopolitica’

Guerra ai pirati

Maggio 5, 2008 · Lascia un Commento

Il primo episodio il 22 aprile scorso, quando il pattugliatore «Comandante Borsini» ha “messo in fuga” 5 barchini che parevano intenzionati ad abbordare il «Neverland», una petroliera di 239 metri col tricolore a poppa, della Finaval di Roma e diretta a Sikka in India.

Il secondo il 27 aprile, quando addirittura il rifornitore di squadra «Etna» ha impedito quella che lo Stato maggiore della Marina ha definito «un’ azione di avvicinamento» a un mercantile battente bandiera panamense da parte dei già noti barchini di pirati.

Il pattugliatore «Comandante Borsini»

E’ dunque “guerra” ai pirati nel golfo di Aden? La Marina Italiana sta cercando, pur con grandi difficoltà (leggi alla voce pochi scafi disponibili), di “mostrare bandiera” e svolgere un’efficace azione di deterrenza nei confronti dei sempre più pericolosi banditi del mare.

Si tratta di un tentativo senza dubbio aprezzabile per una nazione che vuole continuare ad essere “marittima”, con tutte le implicazioni storico-politiche che questa definizione inevitabilmente si porta dietro (rileggetevi il compianto Prof. Carlo Maria Santoro a questo proposito).

La Marina, tramite il suo ufficio stampa, ha però minimizzato la portata degli episodi (in particolare il primo). Secondo quanto riferito dal Tenente di Vascello Federico Mariani, addetto alla Pubblica Informazione della Marina militare, “il Borsini è impegnato in una attività di sorveglianza nel golfo di Aden e compie azioni di scorta e difesa del traffico marittimo di origine italiana. Durante la scorta alla Nevrland ci si è accorti di questi 5 barchini che puntavano verso la petroliera. Dal pattugliatore italiano si è immediatamente levato in volo un elicottero e si è cercato di contattare sul canale 16 le imbarcazioni sospette chiedendo informazioni sulla loro rotta e le loro intenzioni. Non avendo avuto risposta e visto che le imbarcazioni continuavano la loro manovra di avvicinamento alla Neverland, il pattugliatore ha stretto le distanze dalla petroliera mentre l’elicottero si è diretto sopra i 5 barchini che si sono allontanati.

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Benvenuti nel 2008…

Gennaio 17, 2008 · Lascia un Commento

Torno a quasi un mese dall’ultimo post… e trovo il benvenuto del 2008.

Nuove instabilità e venti di guerra.

La Campania sommersa dai rifiuti e l’Italia ridicolizzata all’estero.

Un governo sempre più inesistente.

Una situazione economica sempre più sconfortante.

Benvenuti.

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Mediterraneo instabile

Dicembre 12, 2007 · 1 Commento

Il nuovo sanguinario attentato di ieri in Algeria mi suggerisce una breve riflessione sulla crescente instabilità dell’area mediterranea. Frutto, a mio avviso, di una politica delle relazioni internazionali votata al “multilateralismo destabilizzante” (mi perdonerete il termine difficile), in primo luogo da parte degli Stati europei. Vedi la recente visita di Gheddafi in Francia, servita più che altro a Sarkozy per vendere alcuni dei suoi costosissimi Rafale. Vedi la lentezza della Ue rispetto all’annoso e drammatico problema della tratta di esseri umani che ha nelle coste nordafricane il principale “terminal” di partenza. E l’Italia che fa? Resta a guardare. Non abbiamo una politica estera “di area” da sempre e siamo troppo impegnati a seguire l’alleato americano fuori dal nostro naturale bacino di influenza. Consiglio la rilettura di questo libro.

Foto: © Euronews.net

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La Cina è più lontana

Dicembre 10, 2007 · Lascia un Commento

I segnali di insofferenza alle “buone” relazioni internazionali da parte della Cina sono sempre più frequenti. E sempre forti quando c’è di mezzo il Dalai Lama.

Proteste ufficiali addirittura per un incontro con il Sindaco di Milano.

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La Cina è più vicina

Dicembre 5, 2007 · 1 Commento

Il “gigante d’oriente” nel 2008 sarà sempre più al centro dell’attenzione mondiale, anche grazie all’importanza di un evento globale come le Olimpiadi. Forse anche noi italiani, sempre troppo occupati a guadarci l’ombelico, approfitteremo dell’occasione per interessarci di più a Pechino e dintorni. Gli strumenti, anche innovativi, non mancano: ad esempio la “web radio” in italiano di Radio Cina Internazionale, storica emittente governativa attiva fin dagli anni ‘60. Seguiranno aggiornamenti.

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